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Distopia o realtà

  • Immagine del redattore: Redazione Sisma
    Redazione Sisma
  • 2 ago
  • Tempo di lettura: 3 min

DISTOPIA O REALTA’??

Siamo abituati a leggere di mondi distopici che ci sembrano irrealizzabili e lontani, ma se non fosse così? E se ad oggi vivessimo in una realtà distopica senza rendercene conto?

Prendiamo per esempio La fattoria degli animali di George Orwell. Il libro nasce come una critica nei confronti dei regimi totalitari che erano nati nel periodo contemporaneo all’autore, ma si riesce a notare che molte delle situazioni descritte rispecchiano alcuni aspetti della società attuale. Nel libro si narra di una fattoria che decide di ribellarsi al loro padrone per instaurare una democrazia dove tutti gli animali erano liberi e uguali. Ben presto però, con la scusa di voler rendere tutti uguali, i maiali affermano il loro potere su tutti gli altri animali, diventando uguali in tutti gli aspetti agli umani ai quali si erano ribellati precedentemente. Come già detto il libro nasce come critica dei regimi totalitari dell’epoca, ma ancora oggi si riescono a trovare delle somiglianze tra le varie specie di animali e le classi sociali attuali. Se all’epoca i maiali rappresentavano i dittatori che si imponevano sulla popolazione, ad oggi rappresentano la classe dirigente che detiene il potere e le ricchezze di uno stato.  Il messaggio che Orwell ci vuole comunicare è che ci sarà sempre una classe che vorrà prevaricare gli altri, a prescindere dell’epoca in cui ci troviamo, poiché “tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali degli altri”. Se vogliamo fare un altro esempio più “vicino” a noi giovani, anche gli Hunger Games di Suzanne Collins hanno dei parallelismi con la nostra realtà. Nella saga tutta la popolazione di Panem (lo stato immaginario dove prende parte la storia) è divisa in dodici distretti, specializzati in specifici settori economici, sottomessi a Capitol City, dove tutti vivono nel lusso e nell’ignoranza. Ogni distretto era giudicato in base a ciò che potevano donare allo stato e proprio per questo possiamo dire che la ricchezza di ognuno di essi calava insieme al numero del distretto: distretti 1 e 2 erano quelli più “ricchi”, mentre il distretto 12 era quello più povero e giudicato. Se vogliamo anche il mondo di adesso potrebbe essere diviso in “distretti” in base a ciò che possediamo e alle nostre possibilità economiche e sociali. Noteremo che le differenze tra coloro che vivrebbero a Capitol City o nei distretti di lusso e coloro che popolerebbero gli altri distretti sono molto forti. Ad oggi circa il 14% della popolazione vive sotto la soglia della povertà, con solo 2,15$ al giorno per sopravvivere, se non contiamo coloro che, nonostante abbiano abbastanza soldi per trovarsi sopra questa soglia, non hanno servizi igienici o abbastanza cibo per sopravvivere. Negli HungerGames questa differenza è molto più sentita poiché tutto viene narrato da Katniss che abita nel distretto più povero e che quando arriva la prima volta a Capitol City si sente confusa dallo stile di vita dei suoi cittadini, basato su feste, vestiti alla moda, chirurgia estetica e tanta ignoranza. Alcuni di noi hanno, invece, difficoltà a notare queste disuguaglianze sociali ed economiche nel mondo attuale nonostante tutte le notizie che ci arrivano sui social o sui telegiornali. Quindi noi viviamo in una società molto vicina a quella dei libri distopici che cercano a tutti gli effetti di farci riflettere su alcune dinamiche che si dovrebbero annullare e aggiustare. Adesso sta a noi comprenderle e migliorare il mondo.

 
 
 

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