Bellezze statuarie, letteralmente.
- Redazione Sisma
- 10 ott 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 7 dic 2022

Come apparire più lisce, lucenti e levigate. Come eliminare crepe e imperfezioni. Come preservare nel tempo la propria forma e il proprio aspetto. Queste le ricerche che farebbero le più belle statue dell’epoca classica, se potessero. Azionerebbero un dispositivo, digiterebbero le parole in una barra di ricerca e, scommetto senza stupore, si imbatterebbero in centinaia di video, link e articoli fatti proprio al caso loro. Verrebbero sommerse da cosmetici, esercizi, massaggi, bevande e creme che portano a risultati “M-I-R-A-C-O-L-O-S-I” e, soprattutto, immediati; arrivate a questo punto ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta.
Non è necessario, però, parlare per fantasiose ipotesi. Ciò avviene realmente, ogni giorno. A farlo sono centinaia, migliaia, milioni di donne. Che trovano le risposte date da altre centinaia, migliaia, milioni di donne. Persone in carne e ossa dalle quali si pretende l’assoluta perfezione: propria solo di inanimate sculture.
Cos’altro accomuna le donne alle statue? Quella che alcuni ritengono debba essere la loro unica caratteristica: l’immobilità. Gli standard di bellezza mirano proprio a ciò: incoraggiano le donne a sedersi e a limitarsi a interpretare il ruolo di mere decorazioni.
Tutto il resto troppo scomodo e inopportuno. Lunghe unghie ricostruite, per le quali anche solo l’apertura di una lattina si trasforma in una sfida impossibile. Laborioso e costoso trucco: causa principale del terrore di sfiorarsi accidentalmente il viso o di permettersi di sudare. Intricate e impegnative acconciature che costringono a evitare vento e mosse avventate. Indumenti aderenti che inibiscono i movimenti e ostacolano la comodità. Gli esempi arrivano a fiotti: corsetti costrittivi, antiche usanze come il foot-binding e tanto altro ancora.
Il risultato? La staticità, che rende vulnerabili e governabili.
Costrette a occupare il minor spazio possibile, costrette al silenzio, costrette all’invisibilità. Fatevi vedere, fatevi sentire e sopratutto assicuratevi di prendere tutto lo spazio che vi spetta.
-B.C.A. Luongo
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