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Ogni epoca ha la verità che è disposta a sopportare.

  • Immagine del redattore: Redazione Sisma
    Redazione Sisma
  • 17 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Oggi facciamo fatica ad accettare la verità.

La nostra società non sta progredendo, ma sta tornando indietro. Ha paura di prendere posizioni decise.

Invece di discutere apertamente, preferiamo rendere tutto poco chiaro e soggettivo, così da non dover affrontare complicazioni. Come diceva il filosofo Nietzsche, la forza di una persona si vede da quanta verità riesce ad accettare. Oggi siamo stanchi spiritualmente: non perché non abbiamo informazioni, ma perché non riusciamo a gestirle. Filtriamo tutto in base a come ci sentiamo o a quanto ci conviene,

accettando la verità solo se non ci dà fastidio.

In passato, si chiedeva di avere il coraggio di conoscere. Oggi la conoscenza è libera, ma il coraggio di pensare in modo critico manca. Se qualcuno parla in modo chiaro, viene visto come un problema, perchè rompe la tranquillità di chi preferisce la mediocrità. La società attuale non teme chi sbaglia, ma chi è troppo diretto. Hannah Arendt diceva che il cittadino ideale per chi vuole comandare è quello che non sa più distinguere il vero dal falso. Non servono dittature se le persone smettono da sole di cercare la verità, preferendo vivere nell'incertezza. Senza distinzioni, non c'è scelta, e senza scelta non c'è vera libertà.

Oggi si parla tanto di essere sensibili, ma poco di essere responsabilii. Dire la verità comporta esporsi, mentre evitarla ci permette di stare tranquilli. Molti preferiscono tacere o parlare a vuoto pur di non perdere l'approvazione degli altri o il proprio status sociale.

Come scriveva Camus, una bugia, se ripetuta spesso, diventa verità. Oggi non serve nemmeno mentire: basta rendere tutto vago, sfumato e poco chiaro fino a far perdere valore alla realtà dei fatti. La società di oggi chiama "tolleranza" quella che è solo rinuncia, e chiama "pace" quella che è in realtà una paralisi totale. Ma evitare il confronto non significa essere maturi, significa solo avere paura di esporsi. Orwell diceva che, in un mondo pieno di inganni, dire la verità è un gesto rivoluzionario. Ma la rivoluzione richiede coraggio e solitudine, e oggi pochi sono disposti a pagare questo prezzo.

La verità non serve a rassicurare, ad unire o a includere tutti. La verità divide, separa ed espone. Una società che non riesce a sopportare questa divisione non è una società evoluta: è una società debole che,

invece di cadere, lentamente si sta rovinando.

 
 
 

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