Alternanza scuola-lavoro
- Redazione Sisma
- 19 mar 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Il mese di febbraio è stato sconvolto da manifestazioni, scioperi studenteschi e presidi in tutta Italia, scatenati da due tragici eventi: la morte di Lorenzo Parelli, 18 anni, e di Giuseppe Lenoci, 16 anni. Entrambi sono deceduti in incidenti avvenuti quando i ragazzi si trovavano a svolgere le ore di PCTO (la vecchia alternanza scuola-lavoro). Il primo evento si è verificato a Udine il 21 gennaio, mentre il ragazzo si trovava in un’azienda meccanica; il secondo in un incidente stradale nel Fermano il 14 febbraio. In quel momento, il ragazzo era a bordo del furgone di una ditta di termo-idraulica presso cui stava compiendo uno stage. Gli accaduti hanno scosso gli animi di migliaia di persone, diffondendo timore e perplessità. I movimenti studenteschi si sono immediatamente riuniti per organizzare azioni. Vi sono state manifestazioni in tutto il paese e, purtroppo, anche scontri con la polizia. In Italia nel 2021 sono stati 1401 i morti per infortuni sul lavoro. “I posti di lavoro non sono sicuri; l'alternanza scuola-lavoro e i percorsi duali di formazione conducono gli studenti troppo presto in un mondo del lavoro fatto di sfruttamento, precarietà e insicurezza” – queste tra le proteste più sentite.
Si mette in dubbio, ormai da anni, la validità dell’“alternanza scuola-lavoro” (adesso PCTO, cambiano i termini ma non la sostanza). È giusto mandare a lavorare ragazzi, spesso facendogli svolgere attività molto diverse da ciò che concerne il loro indirizzo di studi? Non sarebbe meglio utilizzare questo tempo per migliorare la loro formazione? (si tratta di un monte ore che va dalle 90 per i licei alle 210 per gli istituti professionali). Ma, soprattutto, dopo decenni di lotte dei lavoratori per una maggiore sicurezza, si continua a morire per colpa di attrezzature non a norma, impalcature poco stabili, ecc. Si passa da scuole poco sicure a posti di lavoro ancora meno rassicuranti. Non è forse giunto il momento di cambiare questa realtà con cui si convive, a malincuore, da anni?
"Non si può morire di scuola-lavoro - ha ribadito Simon Vial, responsabile scuola del Fronte della Gioventù Comunista (Fgc) - Diciamo no a una scuola che insegna ai giovani che è normale lavorare gratis, senza diritti e sicurezza. Così non si combatte la disoccupazione, si formano nuovi schiavi".
Carla Marcela Massa
Comments