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Jazz

  • Immagine del redattore: Redazione Sisma
    Redazione Sisma
  • 17 apr
  • Tempo di lettura: 2 min

Il 30 aprile si celebra la giornata internazionale del Jazz, proposta dal pianista e ambasciatore di buona volontà dell’UNESCO, Herbie Hancock, per sensibilizzare sulla cultura jazz come mezzo di unione e pace tra i popoli.

Questa giornata serve soprattutto a sensibilizzare sulla comunità afroamericana, che nel secolo scorso, appena usciti da anni di schiavitù, ha creato un genere musicale ancora oggi famosissimo, ma soprattutto originale; infatti possiamo dire che il jazz è l’unico genere nato in America che non deriva direttamente dalla musica europea.

Le innovazioni del Jazz sono due. La prima è il ritmo sincopato, cioè lo spostamento degli accenti forti sui movimenti canonicamente deboli, ma la più importante è l'improvvisazione, come ad esempio lo “Scat” che consiste nel pronunciare sillabe in sequenza senza alcun senso logico.

Ma come nasce il Jazz?

Le origini del Jazz sono incerte: il termine nasce nel 1910 in un giornale di San Francisco, ma sappiamo per certo che deriva da tre generi musicali: Spiritual, Work song e Blues;

i primi due nascono durante la schiavitù: gli Spirituals derivano direttamente dai canti religiosi etiopi e le Work songs, come dice il termine, venivano cantate dagli schiavi durante il lavoro nei campi perché attraverso il ritmo della canzone si coordinava il lavoro e si alleviava la stanchezza.tanchezza.

Nel 1865 termina la guerra civile americana, gli schiavi vengono liberati, le bande militari si sciolgono e gli strumenti musicali vengono venduti a poco prezzo. Gli schiavi, ormai liberati, cercano fortuna acquistando gli strumenti e suonando nei locali delle città (tra cui New Orleans e Storyville), nascono così le “Brass Bands” (perché composte esclusivamente da ottoni) e il blues, una musica malinconica usata dagli afroamericani per descrivere il loro stato d’animo e le condizioni povere in cui vivevano.

In questo periodo nacque il Jazz, di cui uno dei più grandi esponenti era King Oliver, che contribuì alla diffusione del Jazz nella cultura europea.

Nel 1917 il Jazz affronta un momento di crisi: con il proibizionismo i locali chiudono e i musicisti per vivere sono costretti a trasferirsi a Chicago, dove il Jazz raggiunge il suo apice, anche con l’affermarsi di Louis Armstrong, tra i cantanti e trombettisti jazz più importanti della storia, chiamato “Satchmo” a causa della bocca molto grande, il quale rivoluzionò il Jazz, portandolo da musica d'insieme a musica solista e introdusse lo “scat".

Inoltre negli anni ‘40 nasce il Bebop, uno stile jazz molto veloce e virtuoso, nato in contrapposizione allo Swing (cantato soprattutto dai bianchi) odiato dagli afroamericani perché troppo semplice.

Il Jazz, dunque, non è solo un genere musicale come altri, ma è la storia di una comunità, che con schiavismo, discriminazioni e povertà ha superato questi limiti creando uno stile che influenza ancora oggi la musica moderna e per questo è importante ricordare la sua storia in questa giornata.

Se siete curiosi di ascoltare un po’ di Jazz vi lascio il link di una playlist Spotify del disco di Charlie Parker: Now’s the time https://open.spotify.com/playlist/4SVftl9wGT6DfTECxMj41w?si=8wa_irdRQlSTYYmJUeNSCg

 
 
 

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