Inetti
- Redazione Sisma

- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 1 min
Scorre il telegiornale come acqua tiepida,
senza odore, senza memoria.
Una guerra dopo l’altra,
poi il risultato della partita,
detto con lo stesso tono.
Cambia solo lo sfondo:
prima macerie, poi uno stadio acceso,
ma la voce resta uguale,
come se il dolore fosse un pareggio,
come se le bombe avessero un punteggio.
E noi?
Noi ridiamo nei corridoi,
con le cuffiette e i sogni a metà,
parliamo di niente per non parlare di tutto.
Il mondo brucia, ma a distanza giusta
sembra quasi una storia inventata.
Forse è comodo così:
credere che non ci riguardi,
che sia solo un servizio tra tanti,
un’interruzione prima della pubblicità.
E intanto le notizie scorrono,
lisce, perfette, senza colpa.
Nessuno alza la voce,
nessuno inciampa nella verità.
Solo numeri, immagini, silenzi
e la strana sensazione
che qualcosa di enorme
sia stato ridotto
a niente.



Commenti